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Mario Spinelli

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Ciao davvero bello il tuo blog! Passa da me se ti va! Ti lascio un dono!
Dec. 12
elvira dolcewrote:
(¯`v´¯)
`·.¸.·´
¸.·´¸.·´¨) ¸.·*¨)
(¸.·´ (¸.·´ .·´¸¸.·´¯`·->CIAO!PASSATA PER CASO E HO DECISO DI LASCIARTI UN SALUTINO...ANCHE IO AMO TANTISSIMO IL MARE!!SE TI VA PASSA DA ME MI FAREBBE PIACERE....CIAO CIAO ELVY
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Oct. 14
ciao...
il tuo blog è stupendo
potrei avere o almeno sapere come si fa a mettere quel tuo video e l'orologio???
ciao....complienti...
ti aspetto nel mio blog...
    bye matteo
July 24
Lisawrote:
premio
 
Cosa significa Brillante Weblog?
“Brillante Weblog” viene assegnato a siti e  blog che risaltano per la  loro brillantezza sia nei temi che nel design e il suo scopo è di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.

Queste sono le regole:
1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog.
 
2. Scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi/o nel loro design. Esibisci  il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio "Brillante Weblog".

3. (Facoltativo) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog

July 14
Simautzwrote:
 

 
 Ciao questa è una piccola chat gratuita KE Ccollega centinaia di space..chat..per farti compagnia.si puo conoscere gente da tutta italia..parlare in privato..scambiarsi i contatti di msn..ecc...ti consigliamo ..di aggiungere la chat in un html pèrsonalizzato....QUINDI SE VUOI LA CHAT FISSA CLIKKA SUL BANNER... Image and video 

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June 15

Il mare

Il mare da amare, da ammirare, da rispettare

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Il mare  
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March 18

La Preghiera del Marinaio

La Preghiera del Marinaio


 
A Te, o grande  eterno Iddio,
Signore del cielo e dell'abisso,
cui obbediscono i venti e le onde, noi,
uomini di mare e di guerra,Ufficiali e Marinai d'Italia,
da  questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.
Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.
Dà giusta gloria e potenza alla  nostra bandiera,
comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;
poni sul nemico il terrore di lei;
fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,
più forti del ferro che cinge questa nave,
a lei per sempre dona vittoria.
Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti.
Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,
benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.
Benedici!

November 28

Gli angeli del cielo

La convenzione di Londra del 1974 (Solas 1974) sulla sicurezza della navigazione ha sancito che ogni Stato deve assicurare un servizio di ricerca e soccorso in mare (Search & rescue - Sar) con mezzi specializzati. Le leggi con cui l’Italia ha ratificato le Convenzioni di Londra e di Amburgo (1979) individuano nel Ministero dei trasporti e delle infrastrutture l’autorità nazionale responsabile del soccorso marittimo, e nel Comando generale del corpo delle capitanerie di porto l’organismo preposto a coordinare a livello nazionale e internazionale le operazioni aeronavali di ricerca e soccorso.

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May 31

Sotto il mare

 
"Il mare non appartiene ai despoti. Sulla sua superficie gli uomini possono esercitare leggi ingiuste, combattere, farsi a pezzi ed essere spazzati via con gli orrori terrestri. Ma quindici metri più sotto, il loro regno finisce, la loro influenza si estingue e il loro potere scompare. Ah!, Signore, vivere, vivere in seno alle acque! Solo laggiù c’è indipendenza! Laggiù non ho padroni! Laggiù sono libero!". Julius Verne - 20.000 leghe sotto i mari
 

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 Attraverso immagini di grande impatto emotivo e di straordinario gusto cromatico, il pianeta sommerso esce dal suo silenzio, emerge dalle profondità degli abissi per mostrare un universo naturale in cui la vita e le forme di vita si mescolano in modo artistico e creativo. L’oceano è un ambiente vivo, in perenne movimento, in cui le immagini mutano in continuazione. I colori possono fondersi l'uno nell’altro, improvvisamente scomparire per poi riaccendersi, dando l’idea di trovarsi di fronte a un quadro impressionista.
 

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April 02

La Rosa dei venti

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LA ROSA DEI VENTI

La rosa dei venti è una figura che rappresenta i punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest e le direzioni da questi determinate. Per il Mediterraneo è centrata a Malta.I quattro punti cardinali principali sono: Nord anche detto settentrione, mezzanotte, borea o tramontana; Sud anche detto meridione, mezzogiorno oppure ostro; Est anche detto oriente o levante; Ovest anche detto occidente o ponente Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi: Nord-Ovest anche detto maestrale, Nord-Est anche detto grecale, Sud-Est anche detto scirocco, Sud-Ovest anche detto libeccio, Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano la rosa dei venti a 8 punte.

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December 04

Walkirye la barca di Niky

Walkirye 

Niky è un bimbo nato nel 1996 che, a causa di una particolare forma d’asma,non può vivere sulla terraferma senza fare ricorso all’uso continuo di farmaci.
I suoi genitori, Paola e Paolo, hanno perciò deciso di costruire nel giardino di casa una goletta, il Walkirye, e di lasciare
Bellinzago Novarese, in provincia di Novara  nel 2004, per poter vivere sul mare e garantire, così, una vita serena al piccolo Niky. Niki studia grazie ad un sistema di istruzione in videoconferenza, di cui è il progetto pilota e può così frequentare l’Istituto “Francesco Riso” di Mondello, vicino Palermo, pur navigando durante l’anno.
[...]

Se vuoi visitare il sito dell' "Associazione Walkirye Adventure" clicca qui : http://www.walkirye.com 

November 07

L'isola che non c'è

L'isola che non c'è

 
Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l'isola che non c'è!

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
                forse è ancora più pazzo di te!
 
 
 
   Edoardo Bennato

L'isola che non c'è esiste davvero. Non è solo una leggenda, come si narra. L'isola Ferdinandea, chiamata anche "Banco Graham" o Julia, si è formata durante una breve eruzione sottomarina nel 1831 nel Canale di Sicilia. L'eruzione con caratteri idromagmatici, ha portato alla rapida costruzione di un rilievo vulcanico esclusivamente piroclastico alto poche decine di metri sopra il livello del mare. La mancanza di una adeguata copertura lavica ha privato l'isola di una protezione dai flutti che, in effetti, l'hanno smantellata completamente nel giro di pochissimi mesi.
Dalla fine dell'eruzione, varie crociere oceanografiche si sono succedute con l'intento di cartografare il fondale di quella zona e di monitorare una eventuale ripresa dell'attività vulcanica.
Attualmente, ciò che rimane dell'isola vulcanica è un banco vulcanico ubicato a 37°09'48",95 di latitudine N e 12°43'06",85 di longitudine E, con la sommità che occupa un'area di circa 30 m2, con profondità variabile dagli 8 ai 12 metri e fondali circostanti molto irregolari che, a circa 200 metri dall'apice del banco, precipitano considerevolmente

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Un pò di storia

Nella notte fra il 10 e l'11 luglio 1831, a 26 miglia circa dalla spiaggia di Sciacca, a metà strada da Pantelleria, nella cosiddetta Secca del Corallo, in seguito ad una scossa tellurica, il vulcano sottomarino aprì la sua bocca eruttando scorie e lapilli, formando una piccola isola di circa quattro chilometri di circonferenza e sessanta metri d'altezza.

Testimoni dell'evento furono i capitani Trafiletti e Corrao, naviganti in quel mare (latitudine 37,11 nord e longitudine 12,44 est) che osservarono un getto d'acqua a cui tennero dietro colonne di fiamme e di fumo che si elevavano ad un'altezza di 550 metri circa. Il 16 luglio si vide emergere la testa di un vulcano in piena eruzione e il 18 lo stesso capitano Corrao, di ritorno, osservò il cono del vulcano che sporgeva dal mare. Presto si vide emergere un'isoletta che crebbe sempre in eruzione e raggiunse, il 4 agosto, una base di tre miglia di circonferenza ed un'altezza di sessanta metri, con due preminenze, una da levante ed una da tramontana, a guisa di due montagne legate insieme; con due laghetti bollenti".

Non appena venne diffusa la notizia dell'apparizione di questo piccolo lembo di terra, il primo studioso a giungere sul posto fu Karl Hoffman, docente di geologia presso l'Università di Berlino, che si trovava casualmente in Sicilia. Il tedesco, dopo aver fatto un'accurata ricognizione, riferì i risultati in una lettera indirizzata al duca di Serradifalco. Il governo borbonico, intanto, inviava subito sul posto il fisico Domenico Scinà, il quale compilava un "breve ragguaglio al novello vulcano apparso nel mare di Sciacca". Il prof. Carlo Gemmellaro, docente di Storia Naturale presso l'Università di Catania, provvedeva invece a stilare una relazione circostanziata che suscitava l'interesse di molti illustri uomini di cultura scientifica, soprattutto stranieri.

L'isoletta suscitò subito l'interesse di alcune potenze straniere, che nei mari cercavano punti strategici per gli approdi delle loro flotte, sia mercantili che militari. L'Inghilterra, che col suo ammiraglio sir Percival Otham si trovava nelle acque dell'isola, dopo un'accurata ricognizione, prendeva possesso dell'isola in nome di Sua Maestà Britannica. Il 24 agosto giungeva sul posto il capitano Jenhouse e vi piantava la bandiera britannica, chiamando l'isola "Graham".

Le proteste del popolo siciliano, insieme a quelle del capitano Corrao, arrivarono alla casa borbonica, proponendo di nominare l'isola "Corrao", chiedendo inoltre al re provvedimenti contro il sopruso inglese.

Il 26 settembre dello stesso anno la Francia, per non essere da meno, inviava il brigantino "La Fleche", comandato dal capitano di corvetta Jean La Pierre, il quale recava con sé una missione diretta dal geologo Constant Prévost insieme al pittore Edmond Joinville, al quale si devono i disegni di quel fenomeno eccezionale. Furono fatti dai francesi approfonditi rilievi e ricognizioni accurate fino al 29 settembre, e il materiale raccolto venne inviato al viceammiraglio della flotta francese De Rigny. Il contenuto di queste relazioni stabilivano che l'isola, sotto l'azione delle onde, aveva subito diverse frane, che a loro volta avevano provocato grandi erosioni sui fianchi; quindi i crolli avevano trascinato con sé una grande quantità detriti. Pertanto l'isola, non avendo una base consistente, si poteva inabissare bruscamente. Come gli inglesi, anche i francesi non avevano chiesto alcun permesso al re Ferdinando II di Borbone, quale legittimo proprietario dell'isola, essendo questa sorta nella acque siciliane. Anzi i francesi la ribattezzarono "Iulia" in riferimento alla sua comparsa avvenuta nel mese di luglio, poi posero una targa a futura memoria con la seguente iscrizione: "Isola Iulia – i sigg. Constant Prévost, professore di geologia all'Università di Parigi – Edmond Joinville, pittore 27, 28, 29 settembre 1831". In segno di possesso venne innalzata sul punto più alto la bandiera francese.

Il re Ferdinando II, constatando l'interesse internazionale che l'isoletta aveva suscitato, inviò sul posto la corvetta bombardiera "Etna" al comando del capitano Corrao il quale, sceso sull'isola, piantò la bandiera borbonica battezzando l'isola "Ferdinandea" in onore del sovrano.
Sembrava che l'evento non suscitasse altro clamore, invece giunse sul posto il capitano Jenhouse con una potente fregate inglese e il Corrao con i suoi marinai, grazie alla mediazione del capitano Douglas, ottenne di rimettere la questione ai rispettivi governi.Non passò molto tempo che il pronostico francese cominciò ad avverarsi. Le persone che viaggiavano sul vaporetto "Francesco I" riferivano che l'isola aveva un perimetro di mezzo miglio e l'altezza si era abbassata.

Verso la fine d'ottobre del 1831 il governo borbonico prendeva posizione ufficiale ed inviava ai governi di Gran Bretagna e Francia una memoria con la quale gli dava notizia dell'evento, ricordandogli che a norma del diritto internazionale la nuova terra apparteneva alla Sicilia. A quanto sembra però i due governi non risposero, e iniziarono le rivalità fra le due nazioni, entrambe interessate a favorire le loro posizioni strategiche nel Mediterraneo.

Il 7 novembre di quell'anno, l'inglese Walker, capitano dell'Alban, la misurava e l'isola risultava ridotta ad un quarto di miglio con un'altezza di venti metri. Il 16 novembre si scorgevano soltanto piccole porzioni e l'8 dicembre il capitano Allotta, del brigantino Achille, ne costatava la scomparsa, mentre alcune colonne d'acqua si alzavano e si abbassavano. Dell'isola rimaneva un vasto banco di roccia lavica, che attualmente viene indicato nelle carte nautiche come "il banco Graham", a 24 miglia a nord-est di Pantelleria.

Nel 1846 e nel 1863 l'isoletta è riapparsa ancora in superficie, per poi scomparire nuovamente dopo pochi giorni. Di essa rimanevano solo i molti nomi avuti in seguito alla disputa internazionale: Giulia, Nerita, Corrao, Hotham, Graham, Sciacca, Ferdinandea.

Col terremoto del 1968 nella Valle del Belice, le acque circostanti il Banco di Graham furono viste intorpidirsi e ribollire. Forse era un segnale che l'isola Ferdinandea stava per riemergere. Così non fu, ma si segnalò un movimento nelle acque internazionali di alcune navi britanniche della flotta del Mediterraneo. A scanso di equivoci i siciliani posero sulla superficie del banco Graham una targa in pietra tra le cui righe si legge che "[...] l'Isola Ferdinandea era e resta dei Siciliani".

 

August 09

Titanic

 
 Titanic

Il RMS Titanic era una nave passeggeri britannica della Olympic class, divenuta famosa per la collisione con un iceberg, il 14 aprile 1912, e il conseguente drammatico affondamento avvenuto nelle prime ore del giorno successivo. Secondo di un trio di transatlantici, il Titanic, con le sue due navi gemelle Olympic e Britannic, era stato progettato per offrire un collegamento settimanale con l’America, e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line.

Costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic era al tempo la più grande nave a vapore del mondo. Durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York, via Cherbourg e Queenstown), entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 (ora della nave) di domenica 14 aprile 1912. L’impatto squarciò la fiancata destra del transatlantico, che affondò due ore e 40 minuti più tardi (alle 2:20 del 15 aprile) dopo essersi spezzato in due tronconi.

La sciagura, in cui persero la vita 1503 dei 2207 passeggeri imbarcati (morirono circa il 40% dei passeggeri di prima classe e il 70% di quelli di terza classe), suscitò un'enorme impressione, e fu l'occasione per la convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare. Fu una delle più gravi tragedie della storia della navigazione

 

August 17

Le sirene

 
 
L’origine delle sirene è antichissima.
Già nella mitologia ellenica le sirene erano creature incantatrici che attiravano con i loro irresistibili canti i malcapitati marinai verso le sponde, facendoli naufragare (vedi la leggenda dell’Ulisse di Omero), oppure erano identificate come mostri con un corpo di uccello e una testa di donna (nelle storie degli Argonauti). Famose erano le sirene che abitavano le coste della Magna Grecia: Partenope (che diede il nome all’antica città di Napoli), Ligea e Leucosia.
Nella tradizione europea dal medioevo in poi (dalla descrizione che troviamo nel “Liber Monstrum”, assumono le sembianze di meravigliose creature metà pesce e metà donna, e diventano creature buone, dolci e leggiadre, perdendo la primitiva connotazione malvagia.
Tutti i popoli costieri conoscono almeno una sirena, una creatura che li assiste lungo i viaggi per mare e nei momenti più brutti del lavoro di pescatori. La figura della sirena compare in molti bestiari medievali, accanto ad altre creature fantastiche come i draghi e gli unicorni. Secondo alcune leggende nordiche le sirene possono cambiare sembianze a contatto con la terra ferma, trasformando le pinne della coda in gambe e assumendo di nuovo fattezze ittiche al contatto con l'acqua.
Il più noto riferimento alle sirene è forse quello tratto dall'Odissea, quando la maga Circe avverte Ulisse del pericolo che le sirene rappresentano con il loro canto ammaliatore e gli suggerisce di tappare le orecchie dei marinai con della cera. Ulisse, se vuole ascoltare questo canto, deve farsi legare saldamente all'albero della nave, ordinando ai marinai di non slegarlo, qualsiasi cosa egli dica od ordini loro. Con questo trucco, Ulisse può sentire il canto, pur scampando il pericolo.
Ma il mito delle sirene non si limita al bacino mediterraneo: è presente anche nelle mitologie scandinave, irlandesi e inglesi, tedesche, russe e in quelle del medio oriente e dei paesi asiatici. Spesso alla figura femminile si aggiungono anche figure maschili, come Tritone, figlio di Nettuno, nella mitologia greca, Ningyo in Giappone e Vatea, “il creatore”, in Polinesia.

May 20

Il mare è dentro di me

 
 

 

Il mare ha sempre fatto parte della mia vita. E' proprio per questo che ho voluto fare questo Blog. Sono nato a Monte di Procida (NA), una graziosa collina nel golfo di Napoli, proprio davanti alle isole di Procida e Ischia. E' stato il mare a farmi conoscere tante città, tanti paesi, tanta gente. Prima di fare il lavoro che faccio, sono stato imbarcato sulle navi mercantili da mozzo ed Allievo Ufficiale. Nei vari viaggi sono stato in: ex U.R.S.S. (Berdiask e Xdanov) , ex Jugoslavia (Ploce), Spagna (Malaga, Barcellona e Palma de Mallorca), Portogallo (Lisbona), Algeria (Algieri, Annaba), Libia (Tripoli, Dellis, Zuara), Tunisia (Tunisi), Francia (Nizza), Malta (Valletta), Grecia (Corfù), ed inoltre ho girato tutta l'Italia. Poi ho cambiato lavoro, ma in pratica è lo stesso. L'unica differenza è che le barche sono più piccole. Quindi lavoro fisso in un posto. Attualmente sono all' Argentario, e prima sono stato a Porto Empedocle, e Gaeta. In pratica il mare regola la mia vita a partire dal mio segno zodiacale. Indovinate di che segno sono ? .......

May 08

My blog

 

acquatici014 

  

  

 

 

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January 24

Torrey Canyon

Il 18 marzo 1967 la petroliera " Torrey Canyon " naufraga nel canale della Manica: 120.000 tonnellate di grezzo si riversano su 180 Km di coste inglesi e francesi. Distrutte 35.000 tonnellate di pesci, crostacei, conchiglie, oltre a 100.000 tonnellate di alghe.

Alle ore 03,30 la M/N "Torrey Canyon" si è incagliata sugli scogli delle Isles of Shilly . E' stato lanciato subito l' S.O.S. con il seguente messaggio "SIAMO INCAGLIATI SULLE SETTE PIETRE - RICHIEDIAMO L' ASSISTENZA IMMEDIATA". Immediatamente sono partiti i soccorsi ma la società armatrice, ha comunicato ai rimorchiatori che si accingevano ad intraprendere il soccorso che doveveno operare in base alla  FORMULA  APERTA  dei  Lloyd - "No cure, No Pay" (Nessun salvataggio, nessuna paga). Si è perso molto tempo per l'inizio del soccorso, in quanto la società armatrice dei rimorchiatori, inizialmente si è rifiutata di firmare il contratto. Come al solito si è pensato prima agli interessi economici e poi a tutto il resto.

Molti sono stati i tentativi di salvare la nave ma tutti con esito negativo. L'intero carico è stato sversato a mare. Sono stati poi versati a mare dalle navi della Marina Britannica, circa 10.000 tonnellate di solventi per emulsionare e disperdere il petrolio. questi solventi erano però altamente tossici. La nave, dopo alcuni giorni,  a causa de vento e del mare da Sud Ovest forza 8 si è spezzata in più parti, ed un membro di equipaggio di uno rimorchiatore ha perso la vita. Questo ha fatto decidere le Autorità Britanniche a bombardare la nave dalla Royal Air Force per farla affondare.

Il soccorso si è quindi concluso senza pagamento, in quanto non vi è stato il soccorso - "No cure, no pay"

Su quella nave era imbarcato come semplice marinaio mio padre Antonio, che fortunatamente si è salvato, insieme a tutto l'equipaggio.

Nella memoria collettiva rimangono impressi i naufragi e gli enormi inquinamenti causati oltre che dalla Torrey Canyon, (incagliata tra le isole Scilly e Lands End il 18 marzo 1967), della Amoco Cadiz (arenata il 16 marzo 1978 a quattro miglia da Portsall, presso Finisterre), della Exxon Valdez (naufragata in Alaska il 24 marzo 1989), della Haven (affondata davanti a Genova-Pegli) e della Braer (schiantata il 5 gennaio 1993 sugli scogli nella zona di Garth's Ness nelle Isole Shetland). L'ultimo disastro, che si va ad aggiungere a questa triste lista, è stato causato dalla Erika (spezzata in due sulle coste della Bretagnail 12 dicembre 1999).

Speriamo che le esperienze acquisite negli anni servano per proggettare navi sempre più sicure e che non accadino più questi disastri ecologici.

 

January 22

La barca solitaria

 
  
Tu, decisa e solitaria,solchi le onde dell'azzurro mar lasciando una biaca scia, che poi si disperde nel nulla. Nessun inseguir ti potrà, continui a proseguir la lunga rotta, approderai su un'amata sponda che ansiosa t'attende.    G.A.

Donne e mare

     

 

 

  

IL MARE

Dolce ed impetuoso
come un amante.
Ti guardo.
Mi affascini.
La tua voce entra nella mia mente.
Mi lascio accarezzare 
dalle tue onde.
Brividi.
Il tuo continuo movimento
culla i miei pensieri 
e li porta via
laggiù, 
dove l'orizzonte si confonde con il cielo.
(Laura)

                                                                                                         

 

Quanti siete?

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Dal 22 gennaio 2006
January 20

Benvenuti

January 18

La vita

La vita è come una giostra, che gira senza mai fermarsi spinta dalla ricerca dell' ebrezza di librarsi verso l'infinito.                                                             A.G.

IL VALORE DI UN SORRISO

Donare   il   sorriso, rende felice il cuore.

Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, ne così povero non poterlo donare.

Il sorriso crea gioia in famiglia, da sostegno nel lavoro ed è tangibile di amicizia.

Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove nella tristezza è medicina.

E poi se incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo.

Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo.

 

 

 

                                                                                    P. John Faber